Il punto zero

Punto zero

Dicono che ci sia un punto zero per tutto. Per gli studi, per il lavoro, per la famiglia, per le relazioni, per la vita.

Penso che questo sia proprio il mio punto zero. La fine di tutto o forse l’inizio, ancora non sono così lucida da definire la linea di confine.

Più in basso di così, più vuoto di così, più sola di così, insomma non si può davvero. Ed è tutto solo ed esclusivamente merito mio. Sono stata brava.

Molto.

Ho distrutto tutto, piano piano, con pazienza, con perseveranza, come se la missione della mia vita fosse demolire. Me stessa e gli altri.

E non sentirsi mai completa, mai bene, mai serena.

E poi di colpo l’illuminazione.

– Sara io non sono felice.

– Lo so, era lì questa cosa che covava nel profondo, la percepivo ma avevi quasi paura di dirla. Finalmente adesso è esplosa.

– Avevo paura, ho cercato di raccogliere i cocci per terra, di rimetterli insieme, di aggiustare. A volte le cose rotte non sempre sono da buttare e io credevo che fosse anche il mio caso.

– E lo era?

– No Sara, io continuo a non essere felice. E anche se ho raccolto i cocci rotti non sto riuscendo ad aggiustarli, forse devo ricominciare da capo.

– Il punto zero.

– Il mio punto zero.

2 pensieri su “Il punto zero

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